Il direttore dell'area tecnica Mauro Meluso è intervenuto sulle frequenze di TMW Radio per analizzare il momento dello Spezia, tra ambizioni, pragmatismo e uno sguardo al futuro:

«Le guerre si vincono alla fine e i cavalli di razza si vedono al traguardo. Siamo contenti del percorso, anche se con la Fiorentina è andata male, fatto fino ad oggi, visto che saremmo salvi se finisse adesso. Ma purtroppo non è così, e dobbiamo continuare a metterci furore, cattiveria e buone prestazioni. Altrimenti sarebbe un delitto per noi stessi e per i nostri tifosi.» 

Nel primo tempo stavate giocando meglio della Fiorentina. «All'altezza delle altre partite, tranne forse a Crotone: propositivi, come siamo stati anche quando si è perso. Merito a Italiano e al suo staff per questo. Il secondo tempo di Firenze però ci ha lasciati perplessi, non abbiamo avuto la stessa intensità del primo tempo, c'è stato qualche errore tecnico. Noi per fare punti con queste squadre dobbiamo andare al 120%, e oltre a non averlo fatto abbiamo avuto assenze pesanti. Nelle ultime abbiamo fatto sei punti con Sassuolo, Milan e Fiorentina: ne avessimo fatti tre saremmo stati contenti comunque...» 

Avete vinto solo contro squadre che vi sono sopra: è una casualità? «Abbiamo avuto una continuità di prestazioni che non mi è mai capitata da quando sono nel calcio. Quello è il dato che ci ha fatto e ci fa ben sperare... Con Torino, Parma e Cagliari ci sono stati comunque pareggi su situazioni che si possono verificare. Col Parma per esempio, tre pali. Le prestazioni le abbiamo fatte ovunque, ma le vittorie forse le abbiamo raggiunte nelle occasioni più eclatanti.» 

La scelta di Italiano per la Serie A è stata un rischio calcolato? «Sono stato ben contento di trovare Italiano, visto che lo stavo seguendo già l'anno scorso al Lecce. Quando sono arrivato aveva già firmato il rinnovo, e ne ero ben felice... In più gode di grandissima credibilità, è il primo che nella storia ha portato lo Spezia in Serie A. Da subito la squadra è andata in crescendo, è riuscito a lavorare bene con questi giocatori. La nostra soddisfazione è vedergli insegnare calcio, perché tanti giocatori hanno dovuto cambiare le proprie abitudini ma si sono integrati. Sono arrivati pure i risultati, e questo non ha fatto che del bene nel non mettere mai in discussione l'allenatore. Siamo pieni d'orgoglio.» 

Più contento o preoccupato delle attenzioni su Italiano? «Credo e spero di poterci lavorare ancora a lungo. Sappiamo che sia seguito, ma penso pure che sia giusto così, ma posso dire che queste voci non lo distolgono dal suo reale obiettivo, che è quello della salvezza. Vogliamo comunque che si spengano i riflettori: prima salviamoci, poi potremo parlare di futuro. Però vedo che lui riesce a isolarsi, e non ho dubbi sul fatto che ci metterà il massimo dell'impegno.»

Colpisce l'impatto dei ragazzi autoctoni, i vari Bastoni, Vignali e Maggiore. «Senz'altro ci dà un input, sono prodotti del settore giovanile venuti fuori 7-8 anni fa. Chi c'era all'epoca ha fatto veramente un gran lavoro, di quello che si vede a medio-lungo termine. Oggi ne usufruiamo noi, ma c'è stato lavoro e tempo alle spalle: dobbiamo costruirci le cose in casa, e dico che Invernizzi oggi sta seminando bene. Magari i risultati li vedremo tra qualche anno.» 

Ora la partita col Parma. «Non credo che continuerà ancora questo stacco tra noi, Cagliari, Torino, Parma e Crotone. Credo che nessuno possa dormire sonni tranquilli, la Serie A è così. Lo scorso anno a Lecce fummo condizionati da un fattore esterno come il lockdown, ma il punto è che in A non sei sicuro di vincere neanche se sei 2-0 al 90', in B invece già di più. La qualità è alta. Oggi vediamo una classifica quasi tagliata in due, anche se abbiamo 9 punti sulla terzultima sono certo che dietro potrebbe pure esserci un'accelerata, e dobbiamo lavorare con grande impegno.»

C'è qualcuno che le sta dando particolare soddisfazione? «Fisiologicamente non tutti quelli che prendi possono andare bene, noi tra l'altro abbiamo fatto diciannove entrate e dodici uscite in 35 giorni, con il campionato che nel mentre era già cominciato. Di certo Agoume è sorprendente per come si è posto all'attenzione, fa il regista a 18 anni... Purtroppo però è dell'Inter. O anche Nzola, e lui è nostro. Dico pure Ismajli, arrivato in estate dall'Hajduk che dopo qualche problemino, tra cui Covid, ci sta dando soddisfazioni: è uno dei giocatori più costosi nella storia del club. Potrei dirne altri, e rischio di star facendo un torto a qualcuno. Comunque, siamo contenti di quanto fatto fin qui ma adesso serve completare l'opera, perché per noi sarebbe come vincere lo Scudetto».

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 22 febbraio 2021 alle 20:18
Autore: Lidia Vivaldi
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