Nel post partita di Inter-Spezia l'attaccante aquilotto Rey Manaj, cresciuto nelle giovanili nerazzurre, ha commentato ai microfoni di DAZN e Mediaset la prestazione della squadra, parlando anche delle proprie sensazioni nel tornare a calcare il prato del 'Meazza':

«Sono molto contento di essere tornato a giocare a San Siro, è una doppia emozione giocare contro l'Inter, che anche è la mia squadra del cuore. Non è mai facile giocare a Milano, penso che la squadra abbia svolto una buona prova di carattere. Nel secondo tempo il rigore si poteva dare o non dare, perché la distanza era molto ravvicinata, ma sono cose che succedono nel calcio, tutti fanno errori.»

Senza quella parata di Handanovic nel primo tempo poteva andare diversamente? «Sappiamo che Handanovic è un grande portiere. Abbiamo giocato un primo tempo di grande carattere, sapevamo che a San Siro devi fare la partita della vita per prendere punti ma siamo soddisfatti e ora pensiamo al Sassuolo.»

Lo Spezia è stato un po' timido, eravate intimoriti o piuttosto contratti? «No, direi intimoriti, ma a San Siro devi fare una partita intelligente. Non puoi tenere la squadra larga perché ci sono avversari di grande qualità che possono saltare l'uomo. Abbiamo scelto di stare stretti e abbiamo lasciato il possesso palla.»

Rispetto ai tuoi esordi nell'Inter quanto sei cambiato calcisticamente e dal punto di vista umano? «Ovviamente le persone crescono, quando ero all'Inter ero un ragazzino, avevo 18 anni e come succede a tanti giocatori ci sono i pro e i contro. Sono contento anche dell'esperienza in Spagna, sono cresciuto professionalmente e come persona.»

Cosa ti sta portando questa esperienza allo Spezia? «Quando giochi per tanti anni all'estero, nel momento in cui torni in Italia ti devi "rifare" un po' il nome, ma sono cose normali nel calcio. Noi ora dobbiamo arrivare al nostro obiettivo, che è quello della salvezza, restare concentrati partita dopo partita, e già da domenica iniziare a prendere tre punti in casa».

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 02 dicembre 2021 alle 10:55
Autore: Lidia Vivaldi
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