Si è parlato a lungo in questi mesi sulla necessità dei calciatori di essere vaccinati in vista della prossima stagione per evitare che si ripresentino situazioni spinose come nella passata, dove si è assistito a partita rinviate o ad interi gruppi isolati a causa di numerosi contagi. Come non dimenticare l'esempio di Juve-Napoli, che ha avuto strascichi fino a campionato inoltrato.

Così tutte le società hanno pianificato la somministrazione dei vaccini ai loro giocatori per l'inizio dei ritiri. Quello con cui nessuna aveva fatto i conti era la possibile presenza di possibili no-vax tra le fila dei tesserati. il problema si è posto a livello nazionale in settimana proprio per le vicende legate allo Spezia e dalle dichiarazioni del medico sociale Salini che ha reso nota la presenza di no-vax tra i calciatori aquilotti. Come un fulmine a ciel sereno, si è abbattuto questo interrogativo sul calcio italiano e in generale su quello europeo: come porsi di fronte a questa situazione? 

Come riporta la Repubblica, per prima si è mossa la Premier League, imponendo l'obbligo vaccinale per arginare il problema e salvaguardare la propria stagione. I tesserati di tutte le squadre del massimo campionato inglese dovranno essere vaccinati entro il primo ottobre, con una deroga di ulteriori due settimane per chi a quella data avesse ricevuto almeno la prima dose. Oltre metà ottobre quindi, chi non sarà vaccinato non potrà più scendere in campo.

Come ricorda la stessa testata però, in Italia ad oggi questa pratica se adottata sarebbe incostituzionale. La FA può invece servirsene grazie alla ricezione del piano previsto dallo stesso Governo, che impone l'obbligatorietà vaccinale entro il primo di ottobre per tutti coloro che debbano o vogliano frequentare lo stadio, inclusi i membri delle squadre impegnati in campo.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 22 luglio 2021 alle 17:00
Autore: Gian Maria Tosi
vedi letture
Print