L'allievo ha superato il maestro. O, quantomeno, lo ha raggiunto. Vincenzo Italiano e Cesare Prandelli, partiti entrambi da quel Hellas Verona 1998/00 e oggi avversari sulle panchine di Spezia e Fiorentina.

6 settembre 1998, Stadio 'Marcantonio Bentegodi' di Verona. Minuto '78 di Hellas Verona - Pescara, Cesare Prandelli, allora sulla panchina scaligera, chiama il cambio: fuori Claudio Ferrarese, dentro Vincenzo Italiano. Furono i primi dodici minuti di connubio calcistico tra centrocampista e allenatore, tra allievo e maestro. Un binomio che dalla giornata seguente, in trasferta contro la Lucchese, vide l'attuale allenatore dello Spezia inserito puntualmente nel blocco dei titolari. Al termine della stagione le presenze di Italiano saranno 30, condite da 4 reti, e il Verona di Prandelli festeggerà la promozione in Serie A. L'anno successivo ancora insieme: uno al centro del campo, l'altro in panchina. Ma la stagione 1999/00 non segue la falsariga della precedente: l'agrigentino si infortuna gravemente al ginocchio dopo appena dodici partite, e ad attenderlo sulla panchina gialloblu al suo ritorno in campo non troverà più l'allenatore di Orzinuovi, bensì Attilio Perotti. 

Oggi, Vincenzo Italiano e Cesare Prandelli si ritroveranno sullo stesso campo. Questa volta, però, entrambi in panchina, da avversari. Intervistato dopo la storica vittoria sul Milan, il tecnico dello Spezia ha detto in un certo senso di ispirarsi a Zeman; ma, si sa: in ogni percorso lavorativo da qualunque persona condivida il percorso con noi traiamo qualcosa. Non è da escludere, quindi, che nella memoria calcistica, che Italiano sta provando a trasmettere ai suoi ragazzi, ci sia qualcosa di quel Verona, brioso, convincente e con un'innata propensione a credere sempre nei propri mezzi. 

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 19 febbraio 2021 alle 12:30
Autore: Daniele Izzo
Vedi letture
Print