Se cerchiamo sulla Treccani il lemma ‘dinastia’, troveremo la seguente definizione: “Discendenza o famiglia i cui membri acquistino un particolare rilievo in un determinato settore”. E se ti chiami Maldini, sei figlio di Paolo e nipote di Cesare, quel settore non può che essere il calcio. Sessantasette anni fa Cesare Maldini, mettendo piede in quella storia che lo consacrò come il primo capitano del Milan ad alzare la Coppa Campioni, divenne inconsapevolmente primo del suo cognome. Il secondo, Paolo, debuttò in rossonero nel lontano 1985 mostrando già le stimmate di chi sarebbe diventato uno dei difensori più forti dell’epopea del gioco, sicuramente il più elegante. Al fine il terzo, Daniel, ha scelto di posare momentaneamente lo scettro del ‘Diavolo’ per volare con le Aquile. Dal Milan allo Spezia per stupire: la strada è tracciata.

CARRIERADaniel Maldini nasce a Milano l’11 ottobre del 2001. Il mondo in cui cresce inevitabilmente lo porta a dare precocemente i primi calci al pallone. L’ingresso nelle giovanili del Milan, ormai una seconda casa per la famiglia Maldini, avviene presto. Da lì, tra campo e sudore, il giovane Daniel si è conquistato le prime convocazioni in prima squadra, fino ad arrivare all’esordio, arrivato il 2 febbraio 2020, a soli 18 anni, in un Milan – Hellas Verona. La stagione successiva è quella del consolidamento nella rosa dei ‘grandi’ rossoneri. Il 24 settembre 2020 spende la prima presenza in Europa League, mentre il 1° ottobre successivo, al cospetto del Rio Ave, parte nell’undici. Il 15 settembre 2021, per uno strano scherzo del destino a 33 anni dal papà e a 66 dal nonno, mette piede in campo in Champions League. Dieci giorni dopo, infine, per un altro di quei disegni che il filo rosso che guida la storia del calcio si diverte a disegnare, Daniel Maldini segna il primo gol in Serie A, allo stadio ‘Alberto Picco’, contro lo Spezia.

CARATTERISTICHE TECNICHE – Sarà anche il terzo in ordine dinastico, ma in una cosa Daniel è il primo tra i Maldini: il ruolo. Sia papà Paolo che nonno Cesare, ma anche il fratello Christian, sono difatti difensori, mentre a lui piace offendere. Daniel ha estro, fantasia ed è dotato di un’ottima tecnica. Il che gli permette di essere particolarmente decisivo quando la palla inizia a scorrazzare negli ultimi trenta metri di campo. Avere la chance di giocare con maggiore continuità lo aiuterà poi a mostrare nuove doti. D'altronde, come gli augurava qualche tempo fa Ambrosini: “Sarai abituato a essere considerato figlio di, preparati a diventare Daniel Maldini”.  

POSIZIONE – In attesa di comprendere qualcosa in più sulle gerarchie di Luca Gotti, Maldini andrà a rinforzare un reparto che vanta firme eccellenti. Grazie a tecnica e duttilità, comunque, il giovane di proprietà del Milan potrà sicuramente trovare posto tra centrocampo e attacco. Nel 3-5-2 che il tecnico di Adria sta provando in queste settimane, Daniel potrebbe muoversi sia da sotto-punta, girando intorno a un centravanti fisico e mettendolo, grazie all’abilità nella rifinitura, nelle migliori condizioni per colpire, sia da mezzala, fornendo alla squadra uno sbocco qualitatevole per sviluppare la manovra.

Articolo a cura di Daniele Izzo

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 30 luglio 2022 alle 16:15
Autore: Daniele Izzo
vedi letture
Print