La sfida in programma questa sera tra Spezia e Inter promette scintille e spettacolo. Soprattutto in mezzo al campo, dove sguaineranno le armi due giocatori simili nel modo di intendere calcio: Matteo Ricci e Marcelo Brozovic

Nell'anno che condurrà alle Olimpiadi, proviamo ad immaginare il 'Picco' come una grande pedana verde. Al centro di questa due giocatori, uno vestito di bianco, l'altro di nerazzurro, e la facoltà di scegliere con quale arma affrontare l'avversario: sciabola o fioretto? Entrambi, infatti, eccellono sia quando devono tirare in punta di fioretto, ovvero interloquendo con la palla in maniera accorta, delicata e raffinata; che quando c'è bisogno di tirare fuori la sciabola, e trasformare la contesa in una lotta più fisica che tecnica. Qualità polivalenti, quindi, per Ricci e Brozovic, che nel corso della partita sanno sempre adeguatamente scegliere in che momento tramutarsi in Aldo Montano e quando in Alessio Foconi. 

Grosseto, Carpi, Pistoiese, Pisa, Perugia, Salernitana. Non si può dire che, prima di consacrarsi al grande calcio italiano, Matteo Ricci non abbia fatto la gavetta. Il 31 luglio 2018, viene acquistato a titolo definitivo dallo Spezia e sulle rive del Golfo dei Poeti è cresciuto fino a raggiungere, in una stagione per lui magica, Serie A e Nazionale. Pedina fondamentale nello scacchiere di Vincenzo Italiano, il classe '94 coadiuva in due piedi pensanti l'interpretazione di un ruolo moderno, fatto di costruzione e distruzione al contempo. L'evoluzione del regista. 

Né mediano, né regista, invece, ama definirsi Marcelo Brozovic. "Sono un centrocampista" disse nella conferenza stampa di presentazione dopo il suo approdo all'Inter. E come dare torto a un giocatore che nel corso della carriera ha ricoperto quasi tutte le posizioni al centro del campo. Il croato è un giocatore versatile, che esprime il suo eclettismo calcistico non riadattando il proprio gioco in base alla posizione occupata, ma cercando di contestualizzare le proprie abilità a seconda della situazione in cui si trova. Pensare fuori dagli schemi, pensare fuori dai ruoli: è questo che rende Brozovic un giocatore straordinariamente efficace. L'interista non sarà mai un giocatore a cui la squadra chiede la giocata risolutoria, ma altresì è uno di quelli che può mettere il compagno nelle condizioni di farla. Le qualità tecniche, infatti, non di discutono, così come quelle di lettura del gioco: è un centrocampista pulito, che sa usare entrambi i piedi, ottimo nel gioco corto, freddo e dotato di buona progressione sia con che senza la palla al piede. È, in definitiva, l'uomo che appare meno ma che c'è sempre. 

Ricci e Brozovic, perciò, sono fulgide testimonianze di un ruolo profondamente mutato. Se fino a qualche anno fa, infatti, il perno davanti alla difesa poteva limitarsi a dettar solamente i tempi della manovra o a rompere le trame di gioco avversarie, oggi non basta più. Il centrocampista moderno deve saper impostare, difendere, proporsi, oscurare il proprio dirimpettaio e, qualora si presentasse l'occasione, inserirsi e fare gol. 

Questa sera, saranno rivali. Duelleranno sulla verde pedana a difesa dei rispettivi sogni e colori. Matteo e Marcelo, armi apposto e pronti all'assalto: il sipario si apre, a voi la scena. 

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 21 aprile 2021 alle 12:00
Autore: Daniele Izzo
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