Archiviata la sosta dovuta alle Nazionali, torna il campionato. In questo sabato pre-pasquale Spezia e Lazio si daranno battaglia sul terreno dell’Olimpico per raggiungere ognuna i propri obiettivi. A difesa delle due porte, fondamentali in una sfida che vede fronteggiarsi due ideologie di calcio offensive, Pepe Reina e Ivan Provedel, tra i migliori interpreti di un ruolo profondamente mutato: quello del portiere.

Il calcio è bello perché varia. E ci scuserà il mondo se per qualche secondo gli togliamo questa prerogativa. Ma, soprattutto, il calcio è bello perché varia. E, con esso, il ruolo del portiere. È stato uno dei grandi temi della scorsa stagione che ci siamo portati dietro, in una sorta di dibattito collettivo, anche in questa: costruzione dal basso si o no? Difficile rispondere così, su due piedi. O meglio, su due mani, visto che tutto parte dalla visione dell’estremo difensore. Una volta ai numeri uno era chiesta una sola cosa: parare. Oggi no, un buon esecutore del ruolo deve anche saper far cominciare l’azione, dettare i tempi della manovra. Insomma, liberare il centrocampista dentro di sé, rimasto chiuso, come il ‘fanciullino’ di Pascoli, fin dai tempi in cui al campetto sotto casa, non essendo scelti, toccava usare le mani anziché i piedi. Così, dopo un lungo processo (non ancora concluso), che ha visto tanti allenatori ricorrere alla costruzione dal basso, in beffe a quella parte retrograda del nostro calcio che la considera un inutile virtuosismo, oggi portieri come Ivan Provedel dello Spezia e Pepe Reina della Lazio sono diventati fondamentali non solo per le sorti difensive delle loro squadre, ma anche per quelle offensive.

Il modo in cui lo Spezia sfrutta le doti di Provedel da inizio campionato ha mostrato i vantaggi che stanno portando sempre più squadra a utilizzare il portiere in fase d’offesa. Il tutto senza dimenticare le mani. In più occasioni, infatti, il numero uno friulano è stato decisivo con parate di incredibile importanza e subitanea bellezza (per informazioni chiedere a Traorè del Sassuolo). Arrivato sulle rive del Golfo dei Poeti da svincolato, dopo le esperienze a Perugia, Empoli, Juve Stabia, Modena, Pro Vercelli, Pisa e Chievo Verona, Provedel era poco più che un oggetto misterioso. Partita dopo partita, invece, parata dopo parata, apertura dopo apertura, il nativo di Pordenone si è guadagnato sul campo i galloni del titolare in una squadra che sta stupendo l’intero campionato. E pensare che al momento della firma era solo il terzo portiere.

Un destino condiviso con Pepe Reina. Lo spagnolo, sbarcato all’ombra del Colosseo nel corso della scorsa estate, fu preso per far da riserva d’esperienza al giovane Strakosha. Ben presto, tuttavia, l’ex Liverpool e Bayern Monaco è diventato uno dei giocatori più importanti della Lazio 5.0 targata Simone Inzaghi. Tra una parata decisiva e un’altra (su Estevez all’andata, per citarne una), Reina ha iniziato a ricoprire un ruolo fondamentale anche nella costruzione del gioco. E l’allenatore piacentino non ha più potuto rinunciarvi. I biancocelesti privilegiano un palleggio insistito dal basso per cercare di attrarre in avanti gli avversari e orchestrare poi una manovra rapida e veloce. Perciò il classe ’82 diventa imprescindibile: attira il pressing avversario, non ha paura e lancia con piedi da centrocampista. L’evoluzione della specie.

A testimonianza di quanto finora raccontato, troviamo i dati. Provedel è il portiere della Serie A ad effettuare più passaggi in media ogni novanta minuti: 46,5, con il 49% di riuscita nel gioco corto e addirittura il 96% in quello corto; precedendo in questa particolare classifica proprio Reina. Sono numeri che avvalorano, nonostante alcuni accettabili incidenti di percorso, le scelte di Italiano e Inzaghi.

La sfida di domani sarà, quindi, come vivere un paradosso di Russell. Vincerà chi userà meglio le mani o i piedi? Aiuterà la squadra più una parata decisiva o una costruzione dal basso fatta bene? Al campo l’ardua sentenza. Noi non possiamo far altro che sederci in poltrona e goderci lo spettacolo, magari pensando a quando al campetto sotto casa ci piaceva impersonare il ruolo di ‘portiere volante’.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 03 aprile 2021 alle 11:00
Autore: Daniele Izzo
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