Domani, sabato 27 febbraio 2021, si giocherà il secondo ‘Derby della Cisa’ nella storia della Serie A. Il primo, andato in archivio all’andata, si è concluso sul risultato di 2-2.

SCELTE – Italiano, dopo la reazione ottenuta dai suoi ragazzi contro la Fiorentina, conferma la difesa vista al ‘Manuzzi’. Bartolomei, Agoumè, alla prima da titolare in maglia bianca, e Pobega compongono la linea mediana. Davanti Agudelo e Gyasi ai lati di Nzola, subito titolare dopo l’ottimo secondo tempo messo in mostra dinnanzi a Ribery e compagni. Liverani risponde con un 4-3-1-2 che sa tanto di lavori in corso: alle spalle di Gervinho, schierato nell’insolita posizione di prima punta, e Cornelius c’è Kucka, vero e proprio jolly della squadra ducale.

LA PARTITA – Fin dai primi minuti si capisce che Parma – Spezia sarà una partita da vivere in altalena. Le Aquile ripropongono l'ormai classico gioco propositivo dimostrato nelle prime giornate, i ducali, ancora privi di un’idea collettiva, vivono sulle fiammate e sul carattere dei singoli. Così, dopo appena 5’ minuti, a Gyasi ha già risposto Gervinho. Sembra il preludio ad un match scoppiettante, ma poi il Parma, impaurito dall’aggressività dello Spezia, abbassa i ritmi e la squadra di Vincenzo Italiano sale in cattedra. Ricci e Terzi prendono in mano la manovra: si alternano nell’impostazione e trovano spesso e volentieri l’imbucata alle spalle della difesa emiliana. Anche grazie all’eccellente lavoro di Nzola, che venendo incontro attira su di sé le premure dei centrali. Così, alla mezz’ora i bianchi sono avanti di due reti: prima grazie ad una zuccata di Chabot, poi ad una rasoiata di Agudelo. Il Parma sembra alle corde, ma, affidandosi a ciò che abbiamo detto in apertura, la riapre improvvisamente con Gagliolo, abile a ribadire in rete una respinta di Provedel. Si va all’intervallo sul risultato di 1-2. Nella ripresa Liverani rivoluziona tatticamente la squadra: si passa dal 4-3-1-2 al 4-3-3. Il cambio modulo, però, non sortisce gli effetti desiderati: Gervinho e Karamoh dovrebbero allargare il campo e puntare i dirimpettai, ma l’unica giocata efficace rimane la ricerca della torre Cornelius. Il nuovo atteggiamento del Parma, poi, lascia lo Spezia libero di costruire i triangoli sull’esterno del campo, ponendo sempre in inferiorità numerica i terzini avversari. Ogni volta che scende, fa paura: sono addirittura tre i pali colpiti con Estevez, Agoumè e Verde, cui si devono aggiungere due limpide occasioni per Gyasi e lo stesso Verde. L’unico demerito di Nzola e compagni è di non chiudere la partita. Ed infatti, nel recupero, con la giocata simbolo delle proprie difficoltà, il Parma alza un pallone in area, Cornelius lo addomestica e Terzi, ingenuamente, lo atterra. Rigore trasformato da Kucka e triplice fischio. Parma – Spezia: 2 a 2.

COSA HA FUNZIONATO – Poniamola al negativo: difficile dire cosa non funzionò nella trasferta del ‘Tardini’. Se non, come spesso è accaduto nelle prime giornate, un singolo errore che ha pregiudicato il risultato di una partita.

La squadra di Vincenzo Italiano, memore della gara con la Fiorentina, ha approcciato in maniera ottimale alla partita. Testimonianza fu l’occasione capitata a Gyasi dopo appena 2’ minuti. Le distanze tra i reparti, le spaziature, tutto è andato per il verso giusto. Senza dimenticare la produttività e l’efficacia dei tre giocatori offensivi, vero marchio di fabbrica del gioco voluto dall’allenatore agrigentino.

COSA SI PUO’ MIGLIORARE – Siamo a fine febbraio ed i punti, a differenza dell’andata, cominciano a pesare. Specialmente in uno scontro diretto come quello che avrà luogo domani al ‘Picco’. Perciò, nonostante un girone fa lo Spezia giocò una partita tra le più concrete e belle del suo campionato, qualcosina da limare c’è. Anzitutto la concretezza sotto porta. Ma sotto quest’aspetto Nzola e compagni sono migliorati molto nel corso della stagione. In secondo, e ultimo, luogo limitare gli errori individuali che spesso hanno gravato sulle sorti della squadra. Quello che domani si presenterà al ‘Picco’ sarà un Parma rinnovato, ringiovanito e più frizzante rispetto all’andata, nonostante i risultati siano rimasti pressochè identici. In definitiva, quindi, ci sarà bisogno di ricalcare la prestazione del ‘Tardini’, aggiungendo un pizzico di cattiveria in più davanti, e di concentrazione dietro.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 26 febbraio 2021 alle 11:00
Autore: Daniele Izzo
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