Tanta pioggia e un coniglio uscito dal cilindro di Mattia Zaccagni. Così è possibile riassumere la sfida d’andata tra Spezia e Hellas Verona del 3 gennaio 2021. La squadra di Vincenzo Italiano cominciò l’anno nuovo come l’aveva finito, con una sconfitta al ‘Picco’, venendo agganciata a quota 11 dalle inseguitrici: un risultato che i bianchi sperano di non replicare sabato, quando dal ‘Bentegodi’ passerà un’altra fetta di salvezza.

SCELTE – Più che Vincenzo Italiano, a dettar la formazione sono le assenze: fuori Terzi, squalificato, Bastoni, Ricci e Acampora, positivi al Covid19, Dell’Orco, Galabinov, Mattiello e Verde, infortunati. Davanti a Provedel, quindi, confermata la linea difensiva vista nel finale di 2020 contro il Genoa, composta da Vignali, Erlic, Chabot e Marchizza. In linea mediana a far le veci di Ricci c’è Agoumè, coadiuvato da Estevez e Pobega, preferito a Maggiore. Linea d’assalto che vede, infine, le consuete conferme di Gyasi e Nzola, accompagnate dall’estro di Kevin Agudelo. Juric risponde con il più classico dei suoi 3-4-2-1 con Zaccagni e Barak ad accompagnare Nikola Kalinic. 

LA PARTITA – Nessun trucco, Juric e il suo Verona iniziano a carte scoperte: pressing asfissiante a tutto campo, uomo su uomo. E la partita non ne trae beneficio. Lo Spezia non riesce a respirare, anche perché Barak si francobolla a un Agoumè in difficoltà fin dagli albori dell’incontro, sporcando qualsiasi linea di passaggio. Eppure, la prima occasione del pomeriggio capita sui piedi di Mbala Nzola: Dawidowicz, invece che a Magnani, consegna la palla direttamente all’angolano, che si invola verso la porta di Silvestri ma conclude fuori. Sarà l’unica occasione di uno Spezia incapace di concludere nello specchio della porta per tutto il primo tempo. In casa gialloblu invece, dopo una prima fase in cui la difesa viene preferita all'attacco per prendere le misure all’avversario, le occasioni fioccano: prima Dimarco, poi Kalinic impensieriscono Provedel, ma le mura spezzine non cadono. Il primo tempo non ha null’altro da raccontare: sotto la scrosciante pioggia del ‘Picco’ Aquilotti e scaligeri vanno al riposo come avevano iniziato, sul risultato di 0-0. Il copione della seconda frazione di gioco, nonostante i tecnici provini a modificare qualcosa, rimane lo stesso. Pioggia, poco gioco e tanto agonismo. Per avere una svolta nell’incontro bisogna aspettare la metà della ripresa, quando Chabot, già ammonito, si fa sorprendere da Faraoni ed è costretto a cinturarlo poco prima dell’ingresso in area di rigore: secondo giallo e Spezia in dieci. L’ingenuità del difensore tedesco complica irrimediabilmente l’ultima parte di gara. Italiano cambia subito, fuori Gyasi e dentro Ismajli, ma il dado è tratto e al 75’ Zaccagni estrae il coniglio da uno zuppo cilindro e in rovesciata sigilla l’incontro del ‘Picco’. A nulla valgono gli apprezzabili sforzi nel finale degli Aquilotti che, dopo aver chiuso il 2020 con una sconfitta al ‘Picco’, aprono il 2021 nel medesimo modo e si vedono risucchiata in piena zona retrocessione da Genoa e Torino.

COSA HA FUNZIONATO – Nonostante le molte assenze, l'approccio alla gara e la capacità di Vincenzo Italiano di tenere alta la tensione e l'attenzione di tutta la rosa sono gli aspetti da salvare nella sconfitta subita dall'Hellas Verona. Dal generale al particolare, poi, è possibile sottolineare l'ennesima buona prestazione di Ivan Provedel, che prima di venir trafitto dalla rovesciata di Zaccagni, si era reso protagonista di ottimi interventi sia su Dimarco che su Kalinic. 

COSA SI PUO' MIGLIORARE – Lo Spezia il 3 gennaio 2021 mise in mostra una prestazione ampiamente sotto-tono, sia nella quasi totalità delle individualità che nel complesso. L'Hellas Verona, autore della solita gara fatta di pressione e fisicità, evidenziò alcuni problemi della compagine Aquilotta, su tutti la tenuta difensiva. Troppi errori di un singolo hanno pesato sulla stagione dello Spezia: allora furono Chabot, espulso, e Vignali, reo di aver permesso, senza opporre troppa resistenza, la girata di Zaccagni. Ma non solo: contro i ragazzi di Juric mancarono anche il palleggio e la fase offensiva, due marchi di fabbrica del gioco di Italiano. Anche con il pallone tra i piedi, infatti, i bianchi furono deficitari, facendo un'immane fatica a uscire palla al piede e a consolidare il possesso nella metà campo avversaria per arrivare a offendere la porta di Silvestri. 

Le tre partite di settimana scorsa hanno permesso allo Spezia di raccogliere solamente 1 punto. Peggio è riuscito a fare l'Hellas Verona, non conquistandone nessuno. La gara del 'Bentegodi' sarà quindi votata alla ripartenza: gli scaligeri per chiudere al meglio una stagione che li cullati nel limbo di metà classifica giù da un pezzo; gli Aquilotti per fare gli agognati punti che significherebbero spostare quasi entrambi i piedi sul molo della salvezza. Al campo l'ardua sentenza. 

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 30 aprile 2021 alle 08:18
Autore: Daniele Izzo
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