All’andata naufragar in quel mare di ‘Squali’ per lo Spezia non fu affatto dolce. Dopo le sconfitte con Sassuolo e Juventus, allo ‘Scida’ arrivò il terzo 4-1 della stagione dei liguri, il più meritato. Dopo un primo tempo equilibrato, infatti, la squadra di Vincenzo Italiano si disperse e il Crotone ne approfittò per chiudere i conti. Torniamo sulla sfida del 12 dicembre 2020 per capire cosa funzionò e cosa è possibile migliorare in vista del nuovo incontro tra Aquilotti e Squali di sabato pomeriggio al ‘Picco’.

SCELTE – Tante le sorprese, soprattutto in casa Spezia. Sebbene infatti manchino all’appello parecchie pedine, tra cui Galabinov, Nzola, Zoet, Mattiello e Leo Sena, la vera novità arriva dalla panchina di Gyasi (l’unica stagionale) e Maggiore, sostituiti da Pobega e Agudelo. Davanti a Provedel, Italiano conferma la difesa vista al ‘Manuzzi’ con la Lazio e rilancia il centrocampista di proprietà del Milan al fianco degli insostituibili Estevez e Ricci. In attacco, dopo le ottime prestazioni delle settimane precedenti, ancora titolare Farias, insieme ad Agudelo e Piccoli, l’unica punta centrale a disposizione. Stroppa risponde confermando il duo d’attacco Simy-Messias e lanciando sulle fasce la gamba di Reca e Pedro Pereira. Date le assenze di Cigarini e Petriccione, poi, centrocampo inedito con Eduardo Henrique, Molina e Zanellato.

LA PARTITA – Contrariamente a quanto mostrato finora, lo Spezia, invece che aggredire la gara, viene assaltato dagli uomini di Stroppa. La linea difensiva comandata da Terzi è tremendamente alta. Forse troppo, sembrerebbe dai prodromi. Messias, infatti, si sposa a meraviglia con quelli spazi e dopo appena due minuti fa ammonire Chabot sguizzando via con un controllo orientato. Al 7' poi ha l’occasione di replicare e non la fallisce: parte da centrocampo, punta Terzi che temporeggia troppo, e arrivato al limite dell’area sposta e calcia infilando l’angolino lontano. Crotone uno, Spezia zero. Quello che una tattica del genere toglie, però, può anche dare: sono i rischi del mestiere. E, infatti, solamente dieci minuti dopo, il pressing iper-offensivo dei liguri manda in confusione Zanellato che dona a Farias un cioccolatino da scartare al limite dell’area: Cordaz fulminato e parità allo ‘Scida’. La squadra di Stroppa non reagisce, quella di Italiano è libera di comandare tatticamente la partita: i terzini si alzano, le ali convergono e le mezzali si buttano, il tutto coadiuvato da un forsennato pressing in fase di non possesso. Si va al riposto sul risultato di 1-1. L’inizio di ripresa, tuttavia, ricalca quello di partita e lo Spezia, migliore nel primo tempo, naufraga tra le onde degli attacchi calabresi nel secondo. Il Crotone, infatti, mette subito la freccia: lancio lunga per Reca che in area finta il neo-entrato Sala (Ferrar, ammonito, è stato richiamato in panchina), che abbocca e va giù, e insacca di destro. Passano una manciata di minuti e i rossoblu chiudono i giochi. Messias illumina per Pereira che sfonda sulla sinistra e mette al centro una palla che Eduardo Henrique deve solo spingere in porta. “Buonanotte ai sognatori” cantavano i Nomadi. Ma di sogno nel secondo tempo dei bianchi in Calabria c’è ben poco. Anzi, in una partita che emozionalmente e tatticamente non ha più nulla da dire, al 96’ arriva la ciliegina sulla torta rossoblu, firmata ancora da Messias: il brasiliano scappa ancora via a Sala, dribbla Provedel e deposita in rete il pallone del definitivo 4-1.

COSA HA FUNZIONATO – Dal punto di vista temporale, forse, il primo tempo. Analizzando nel complesso la partita, invece, poco. Se non quanto di fatto nei minuti subito susseguenti la rete del pareggio di Farias su regalo di Zanellato. In quei frangenti si vide una parvenza del solito Spezia: pressing alto, linee di passaggio collaudate e imprevedibilità negli ultimi metri.

COSA SI PUO’ MIGLIORARE – Dall’approccio alla fase difensiva, sono tante le cose che sabato dovranno essere migliori rispetto alla gara d’andata. Situazioni che però, a onor del vero, lo Spezia ha già dimostrato nel proseguo del campionato di aver ben immagazzinato e corretto dopo quella che è stata, quasi certamente, la sconfitta più dura della stagione Aquilotta finora. L’impatto con la gara, infatti, è sempre stato ottimo e la linea difensiva ha imparato a gestire momenti e avversari. L’attacco, poi, è più incisivo e rispetto alla gara dello ‘Scida’ Italiano potrà contare su tutti gli effettivi: da Nzola a Galabinov, senza dimenticare un Piccoli in rampa di lancio. Tuttavia, ci sarà comunque da fare attenzione: quello che si presenterà al ‘Picco’, infatti, sarà un Crotone totalmente diverso nello spirito, ma anche nella tattica visto che in panchina non c’è più Stroppa ma Cosmi e tanto è cambiato rispetto alla gara d’andata.

Mancano nove partite alla fine del campionato e, archiviata la sconfitta contro la Lazio, lo Spezia deve tornare a immagazzinare punti per raggiungere al più presto ciò che da sogno si è tramutato in obiettivo: la salvezza.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 10 aprile 2021 alle 08:02
Autore: Daniele Izzo
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