Spostiamo indietro le lancette dell’orologio a un girone fa. Il 18 ottobre 2020, un assolato pomeriggio romagnolo fece da cornice al primo pareggio dello Spezia nella massima serie. Una gara altalenante, iniziata nell’incubo e finita in un quasi sogno.

SCELTE – Italiano al danno deve aggiungere la beffa: il 3-0, rimediato dai suoi ragazzi a San Siro, è costato anche un lungo stop a Galabinov, sostituito al centro dell’attacco dal baby Piccoli. Ai suoi lati Gyasi e Verde, come a Milano. In porta c’è l’esordio dal primo minuto di Ivan Provedel, ultimo regalo di mercato in casa Spezia. Davanti a lui torna capitan Terzi a guidare una difesa composta da Sala, Chabot e quella che diventerà una vera e propria sorpresa di questo campionato: Simone Bastoni. In mediana, infine, spazio per Deiola e Acampora, a completare un’inedita linea insieme al metronomo Matteo Ricci. Risponde Iachini con il classico 3-5-2: Biraghi e Lirola (e non il nuovo acquisto Callejon) sugli esterni, davanti Ribery e Vlahovic a completare il quadrilatero tutta qualità con Bonaventura e Castrovilli.

LA PARTITA – Pronti via, e Italiano non ha manco tempo di sistemare i suoi in campo che la Fiorentina è già avanti di due reti. Al 2’ Pezzella, sfruttando un blocco di Milenkovic e uno scivolone di Deiola, fa 1 a 0 senza nemmeno faticare. Neanche il tempo di riprendere che, solamente due minuti dopo, Lirola e Biraghi vestono i panni di Insigne e Callejon e raddoppiano. Lo Spezia è stordito, difficile analizzarlo tatticamente: le distanze tra i reparti si allungano e la sensazione è che la Viola possa dilagare da un momento all’altro. Ribery e compagni, tuttavia, peccano di leziosità e i bianchi con il passare dei minuti ritrovano certezze: Ricci inizia a far girare la squadra con una certa continuità e, con la linea della Fiorentina molto alta, Terzi pesca spesso e volentieri gli attaccanti alle spalle. Così lo Spezia, al minuto 39’ riesce ad accorciare le distanze, alla prima vera e propria occasione: lancio del capitano, fuga di Verde alle spalle di un colpevole Caceres e Dragowski battuto. Il vero cambio di rotta, però, lo dà Vincenzo Italiano: fuori Roberto Piccoli, dentro Mbala Nzola, fresco di ritorno dal Trapani. La squadra macina calcio: i tre avanti aquilotti sono, in ambo le fasi, alti sui difendenti viola e con estro, vivacità e movimenti riescono a batter dove la Viola patisce, tra laterale e braccetto. Nzola, solo contro Pezzella, può sfruttare la sua rapidità, diventando quasi immarcabile. La Fiorentina non riesce a ripartire, non costruisce praticamente nulla di pericoloso. I presupposti per il pari ci sono tutti e, infatti, al 75’ Farias, sfruttando una corta respinta di Igor, tira fuori quel po' di futsal che scorre nelle vene di ogni brasiliano e, di punta, trafigge nuovamente Dragowski. 2 a 2. Nel finale lo Spezia avrebbe anche l’occasione per vincerla, ma la strepitosa girata di Nzola finisce fuori di centimetri.

COSA HA FUNZIONATO – Poco nel primo, tutto nel secondo tempo. A partire dall’aspetto mentale per finire ad una fase difensiva costellata, nei primi minuti, da errori singoli. La costante è stato il rendimento dei giocatori offensivi: da Verde a Farias, passando per il ritorno di Nzola, l’attacco è il reparto che sicuramente ha mantenuto costanza e pericolosità per tutti i novanta minuti.

Nella partita d’andata, la squadra di Vincenzo Italiano dimostrò un pessimo approccio mentale alla partita, sanato poi da una reazione veemente maturata su certezze di campo. Quello mentale è un aspetto fondamentale a questi livelli e i primi minuti di Spezia – Fiorentina inflissero un’importante lezione alla squadra ligure: ogni minimo errore, in Serie A viene punito. Da elogiare, però, fu poi la reazione e, soprattutto, la solidità che la squadra dimostrò dal 4’ minuto per praticamente tutta la gara.

COSA SI PUO’ MIGLIORARE - Rispetto alla partita d’andata, sicuramente l’approccio alla partita. Ma nel passare del tempo abbiamo già visto come lo Spezia, da questo punto di vista, abbia alzato l’asticella. Rimangono, quindi, gli errori individuali. A maggior ragione ora che i punti iniziano seriamente a pesare. La Fiorentina che questa sera si troverà contrapposta alle Aquile non è cambiata molto rispetto alla gara d’andata: non c’è più Iachini, c’è Prandelli, ma gli interpreti sono pressoché gli stessi. In generale, quindi, ci sarà bisogno di replicare gli 86’ minuti del 'Manuzzi', stando attenti a non commettere errori nei primi quattro.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 19 febbraio 2021 alle 09:50
Autore: Daniele Izzo
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