Questo pomeriggio Daniele Verde è intervenuto in diretta sul canale Twitch di DAZN, dove ha risposto alle molte domande di Tommaso Curci e Barbara Cirillo, che per l’occasione si sono fatti aiutare dalle domande ricevute in chat dai tifosi. Spazio alla stagione della Spezia, ma anche al suo passato, oltre che ad alcune curiosità sulla sua vita ed i suoi interessi.

Come è andato l’allenamento?
“Mi alleno male (ride, ndr), devi allenarti male per giocare bene. La stagione sta andando alla grande, abbiamo avuto momenti difficili ma è normale. Vincere a San Siro da morale, poi vincere così è ancora più bello, abbiamo cercato la vittoria”.

Come si mangia in Liguria?
“A me piace solo la cucina napoletana, ho il cuore azzurro, non sono obiettivo. Però obiettivamente mi piacciono tutte le cucine, le provo tutte, anche quelle estere”.

Com’è la Grecia?
“Sono stato molto bene, ma ho imparato poco greco. Vado meglio con lo spagnolo dopo l’esperienza a Valladolid”.

Se lo Spezia si salva ti tagli la barba?”
“Tutto tranne la barba, anche i capelli ma la barba no, anche se in Grecia non avevo la barba. Al massimo mi tingo la barba bianca, come ho fatto con i capelli l’anno scorso. È una promessa”.

C’è un altro campionato dove sogni di giocare?
“No, il mio sogno era la Spagna, l’ho realizzato. Sono tornato perché ero alla Roma, andando in scadenza è arrivato l’AEK Atene che mi ha voluto fortemente”.

È vero che nasci terzino e Montella ti ha inventato ala?
“Giocavo attaccante a Napoli, nei provini mi misero terzino, poi Montella dopo un tempo mi cambio esterno d’attacco”.

Hai un bel rapporto con Agudelo.
“Abbiamo un bellissimo rapporto, ha questa fissa con il Milan, è un toro quando vede rosso”.

Parliamo del tuo gol alla Lazio, difficilmente ti escono gol brutti.
“È istinto, è stato un secondo, Agoumé voleva che gliela lasciassi, io non ho pensato. Mi manca arrivare in doppia cifra come gol mi manca, ma ci penso poco, mi piace divertirmi in campo. Mi piace anche fare gli assist, quando la squadra esulta, come diceva Cassano”.

Il tuo idolo da bambino?
“Ne ho visti tanti, ho avuto Ronaldo presidente al Valladolid. Posso dire anche Ronaldinho, a me piace quel calcio, mi facevano divertire”.

Come ti vedresti al Napoli?
“ Non nego che giocare lì sarebbe la chiusura del sogno. Ma il calcio è questo, vediamo se succederà”.

Che differenza c’è tra Thiago Motta e Italiano?
“Pochissima, piace a tutti e due giocare a calcio. Il mister ne sa, è un vantaggio, ci si diverte”.

Lo Spezia dimostra la sua forza nei momenti di difficoltà, da fuori si nota la forza di sacrificarsi per il compagno.
“Quando una squadra ha il gruppo, una seconda famiglia, è più facile ottenere risultati, la base è il gruppo, è la forza in più”.

Chi è il rompiscatole del gruppo? E il più simpatico?
“Maggiore, lui lo sa, fa bene. Il più simpatico è Agudelo, è quello che ci fa ridere di più, con lui ho un ottimo rapporto, spesso viene a casa mia, è qua con la moglie e almeno stiamo in compagnia”.

La soglia per la salvezza è ancora lontana.
“Non dobbiamo calare di concentrazione, stare attenti e giocare tutte le partite come una finale, sotto non abbiamo squadrette, sono tutte importanti, da metà classifica, Samp, Udinese, Genoa, la Salernitana si può riprendere. È un campionato bello, non c’è distacco, è una bella sfida”.

Li tiri tu i rigori?
“Obbligatorio. Quando sono in campo io, non ci sono rigori. Prima o poi arriverà. Per ora li batto tutti in allenamento”.

Chi è l’allenatore che vi ha fatto più faticare?
“Ad Avellino e quest’anno. È stara veramente dura perché siamo stati i primi con il Covid, abbiamo fatto la metà dei giorni allenandoci da soli. Ci siamo aiutati tra di noi e arrivano i risultati”.

Che ne dici di Kovalenko?
“Un grandissimo. Brava persona e fenomeno. È al primo anno in Italia, le partite con lo Shaktar sono di livello, io lo vedo in allenamento, lui gioca a calcio, fa divertire e ha qualità”.

Quanto pesa il numero dieci?
“Tanto. Cerco di non pensarci, è il massimo nel calcio. All’inizio dell’anno abbiamo fatto l’asta. Volevano farmi spendere dei soldi per avere il numero 10, volevo uccidere tutti (ride, ndr). Noi diciamo i numeri dall’1 in poi, chi lo vuole paga di più, soldi. Da 50 in su. Per la 10 ho speso tanto, tanto davvero. Sono quello che ha speso di più, lo voleva anche Kovalenko. Sono soldi che vanno nel fondo comune per le cene ecc. Meno di 2mila euro comunque, una bella cifra però. Chiamatemi al telefono e ve lo dico. Sono come i soldi delle multe”.

Ti vedi ancora a Spezia in futuro?
 “Sto veramente bene qua, spero che cresceremo come nome e ambiente, non mi vedo da nessun’altra parte”.
 

Sezione: Interviste / Data: Mer 19 gennaio 2022 alle 18:05
Autore: Gian Maria Tosi
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