Tra i grandi protagonisti della stagione dello Spezia c’è sicuramente Ivan Provedel. Portiere moderno, capace di metter in mostra parate di subitanea bellezza e dotato di una naturale propensione al gioco con i con i piedi, il friulano è diventato una delle pedine più importanti nello scacchiere di Vincenzo Italiano. Il numero uno Aquilotto, ospite di Tele Liguria Sud alla trasmissione 'Voglia di Spezia', ha parlato del suo momento e di quello della squadra.

Si è iniziato dalla scorsa partita, quella che ha visto lo Spezia pareggiare al 'Bentegodi' con l'Hellas Verona: «Per come si è sviluppata la gara, sarebbe stato ingiusto tornare a casa da Verona senza un punto. Sul campo abbiamo dimostrato di meritare il pareggio. Al di là del morale, ciò che contava era muovere la classifica» - ha commentato il portiere dello Spezia. 

Passando dal particolare al generale, nel corso della stagione Provedel è diventato il portiere titolare dello Spezia: «Mi ritengo fortunato. Mi è arrivata la chiamata dello Spezia in un momento in cui il mercato era agli sgoccioli: per me è stata una grande opportunità. Ho sempre cercato di dare il massimo e tuttora cerco di fare del mio meglio. Il fatto che arrivino i risultati mi lascia contento».

Una delle caratteristiche che hanno portato il portiere friulano a integrarsi così bene con le idee di Italiano è sicuramente l'abilità nel giocare con i piedi: «Mi è sempre piaciuto essere coinvolto nel gioco. Chi comanda è l'allenatore, è lui a dare gli input: con la costruzione dal basso bisogna sapere usare i piedi per creare superiorità numerica. Per questo cerco di fare le cose nel modo migliore possibile».

A Spezia, quindi, Provedel ha trovato non solo un grande allenatore, ma anche un grande gruppo: «Italiano vuole che giochiamo a viso aperto con tutti, senza arroccarci in difesa. Abbiamo sempre cercato di sviluppare il gioco tenendo conto di un rischio calcolato e ad oggi abbiamo fatto un punto a partita: la filosia ce l'abbiamo, ora servono gli ultimi punti. Gruppo? Ho la fortuna di avere tre colleghi che sono grandi professionisti e bravi ragazzi. La cosa che ci accomuna di più è l'unità di intenti: tutti stiamo disputando un campionato da protagonisti e siamo spinti a farci trovare pronti».

Guardando al futuro, la salvezza passerà anche dal Napoli, una squadra dotata di attaccanti micidiali: «Personalmente non mi piace pensare troppo alla salvezza: non so quanti punti ci vorranno perché dipenderà anche da altri. A ora pensiamo a disputare una partita alla volta nel modo migliore possibile: anche con il Napoli dovremo fare così. Ci abbiamo già giocato contro due volte, i trecento tiri in porta mi sono bastati. Li stiamo studiando, ma sono giocatori di livello internazionale, da cui devi aspettarti di tutto».

Trecento parate contro il Napoli, ma la più difficile in stagione secondo Provedel è stata: «L'uno contro uno con Lukaku. Non avrei mai pensato di trovarmi in quella situazione: stavo andando in avanti per giocarla e ho visto che il passaggio era costa, poi ho cercato di portarlo sul destro ed è andata bene».

Infine il portiere Aquilotto ha lasciato un attimo il calcio per parlare della città e della paternità del piccolo Alexander: «Sta crescendo molto bene: dicono abbia già mani e piedi molto grandi - sorride - La città? Lo star bene in un posto dipende anche dalla squadra e dal gruppo. Io mi trovo bene in tutti gli aspetti, anche nella vita in generale. Se poi apri la finestra e vedi il mare...».

Sezione: Interviste / Data: Ven 07 maggio 2021 alle 11:00
Autore: Daniele Izzo
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