Un matrimonio con lo Spezia durato oltre 20 anni, prima in campo e poi nell'organigramma dirigenziale come addetto all'arbitro. Ma anche l'esordio, uno dei momenti più importanti nella carriera di un calciatore, avvenuto con la casacca dell'Udinese. Francesco Siviero, in qualità di doppio ex della gara di domani, ha parlato a La Nazione per analizzare i temi di Spezia - Udinese

«Arrivai a Udine a 18 anni - ha raccontato Siviero - non avevo capito che il calcio poteva essere il mio futuro. L' ho vissuto il periodo di trasformazione del club bianconero, da piccola a grande realtà. Con i friulani esordì in Coppa Italia contro l'Inter e poi in Serie A con il Genoa, ma confesso che le sensazioni non furono così forti e intense come quella partita al 'Picco' con la maglia dello Spezia. Spezia la considero casa mia, mi sento spezzino a tutti gli effetti».

Dal passato al presente, dai ricordi al campo. Secondo Francesco Siviero: «Il gruppo dovrà essere il valore aggiunto dello Spezia 2021/22. Motta ha dalla sua una storia e curriculum importanti come giocatore, da allenatore deve fare le sue esperienze come ha fatto Italiano. La città gli deve trasmettere positività».

Spezia - Udinese domenica si giocherà finalmente al 'Picco': «L'aiuto degli spezzini - ha sottolineato l'ex Spezia - sarà determinante come lo è sempre stato, soprattutto per i giovani. Lo Spezia gioca in casa, viene da un passivo pesante contro la Lazio, dovrà innanzitutto fare risultato, tutto quello in più che verrà sarà guadagnato. Il tutto, lo ripeto, nell'ambito di una festa popolare che dovrà trascinare le aquile».

Sezione: Interviste / Data: Ven 10 settembre 2021 alle 10:30
Autore: Daniele Izzo
vedi letture
Print