Emmanuel Gyasi, grande protagonista dello Spezia in questa prima stagione in Serie A, partita dopo partita sta dimostrando il tutto il suo valore. Dalla gioia per le 100 presenze in maglia bianca e la convocazione in Nazionale al rapporto con i compagni e Vincenzo Italiano, sono tanti i temi di cui l'attaccante ghanese ha parlato ai microfoni della BBC Sport

Inevitabile partire dalla Serie A conquistata con la maglia dello Spezia: «Abbiamo mantenuto il nucleo dello scorso anno e questo ci ha aiutato a integrare i nuovi - ha sottolineato Gyasi - Prima di giudicare definitivamente il nostro campionato preferisco aspettare di mettere la ciliegina sulla torta. Finora abbiamo fatto bene, ma dobbiamo concludere nel modo giusto».

Se gli Aquilotti però stanno affrontando la prima stagione della loro storia in A, gran merito va al gol messo a segno da Gyasi nella finale play-off d'andata contro il Frosinone: «Non dimenticherò mai quel risultato. E' stato un momento storico per noi. Alla fine siamo stati promossi in Serie A, cosa che non era mai successa prima nell'ultra centenaria storia della società. Lo Spezia è un grande club: si occupa di tutto e noi dobbiamo solo concentrarci sul nostro lavoro in campo».

Artefice e protagonista assoluto di questi due anni è stato Vincenzo Italiano: «Un giocatore deve essere fortunato e incontrare l'allenatore perfetto: questo è quello che mi è successo. Sento la sua fiducia e questo mi ha fatto crescere molto. E' il mio terzo anno qui, lo Spezia mi sembra una seconda casa. Ho trovato la stabilità necessaria e la maggior parte di ciò dipende da Italiano» - ha detto Gyasi.

Dallo Spezia al Ghana. Gyasi ha esaudito il sogno di giocare con le 'Black Stars': «Il mio sogno d’infanzia è sempre stato quello di indossare la maglia della nazionale ghanese. Volevo diventare un calciatore e giocare per il Ghana: non ho mai avuto dubbi al riguardo. In passato avevo due idoli nella nostra squadra nazionale: Stephen Appiah e Asamoah Gyan. Erano fantastici, li adoravo e guardavo tutte le loro partite. Sono andato in Ghana da bambino e vivevo lì con i miei nonni e mio zio. È stata una grande esperienza per me, mi ha permesso di conoscere le mie origini e la cultura del mio Paese. Quando poi sono tornato in Italia, continuavo a sentire che il Ghana mi era molto vicino. Nonostante io sia nato in Italia e qui mi trovo molto bene, la mia terra di origine è il Ghana. E' qualcosa di indelebile nel mio cuore».

Infine, Gyasi ha speso qualche parola sull'idolo di sempre Cristiano Ronaldo: «Cristiano Ronaldo ha vinto tutto e ha ancora la stessa determinazione: è un esempio per ogni bambino che vuole fare il calciatore. Quest’anno ci siamo affrontati in campo, abbiamo parlato e ci siamo scambiati le maglie: normalmente lo vedevo in tv e all’improvviso era lì, in piedi davanti a me. È stata un’emozione incredibile, non posso persino spiegarlo».

Sezione: Interviste / Data: Mer 05 maggio 2021 alle 11:30
Autore: Daniele Izzo
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