Emmanuel Gyasi , è il terzo protagonista del podcast pubblicato su Spotify dai media ufficiali dello Spezia. Il giocatore ha avuto modo di parlare della storica promozione, della passata stagione e di quella che è stata la sua vita.

Sei nato a Palermo , sei di origini ghanesi, a quattro anni sei tornato in patria, in Ghana, con i tuoi genitori. Raccontaci un po’ quel periodo trascorso fra Ghana e Italia.

"Sono nato a Palermo, i miei genitori si trovavano a Palermo. Sono nato li e poi a quattro anni sono andato in Ghana dove si trovavano i mei nonni, per vedere le mie origini e sono stato 11 anni con i miei nonni, secondo me è stato veramente importante. Poi sono tornato in Italia e da li ho vissuto quasi tutta la mia vita in Italia".

Sei tornato, in una cittadina vicino Torino e hai iniziato a calcare i campi di calcio appunto con il Torino.
"Appena sono tornato in Italia vivevo in una cittadina fuori Torino, si chiama Pino Torinese e da lì ho iniziato a giocare a Pino, poi sono andato a Pecetto e poi sono andato nelle giovanili del Toro".

"È stata una bellissima esperienza, sei molto legato al Torino e a quegli anni, com'è però il salto dal settore giovanile al calcio dei grandi?
"Si sono molto legato perché comunque è stato formativo per me, perché il Torino come il settore giovanile sappiamo che è importantissimo e il salto dalle giovanili alla prima squadra non è facile perché comunque si fanno tanti sacrifici. Uno come me comunque ha fatto tante esperienze nelle categorie inferiori che mi sono servite molto, ad imparare a sudare e a fare molto per ottenere certi obiettivi. Per arrivare dove sono ora ci è voluto molto lavoro e non mollare ogni giorno per cercare di migliorarsi".

Dopo tanta gavetta poi la grande occasione a Spezia, l'allenatore è Pasquale Marino, fai il tuo esordio contro il Venezia e una settimana dopo lo Spezia vince 3-2 contro il Brescia con un tuo gol decisivo.

"Quando sono venuto a Spezia sia il direttore Angelozzi sia mister Marino sono stati veramente due pedine importanti per me perché arrivavo comunque dalla serie C e mi hanno dato fiducia fin dal ritiro e il mister subito m'ha dato fiducia anche in campionato, alla prima da titolare in serie B nella nostra prima partita in campionato e poi nella seconda col Brescia sono riuscito a fare il gol vittoria, è stata un'emozione incredibile".

A proposito di gol vittoria non possiamo non parlare di quel gol al Benito Stirpe che ha permesso alla squadra di vincere una gara che è stata decisiva per la promozione in serie A.

"Quello è stato uno dei gol più importanti della mia carriera perché siamo riusciti a fare una cosa incredibile e abbiamo fatto la storia. Fare quel gol così decisivo fuori casa che poi ci è servito per andare su in serie A penso che sia un'emozione indescrivibile".

Parlando di emozioni dell'anno scorso, ne hai vissuta una bellissima con Cristiano Ronaldo, da sempre il tuo idolo, hai avuto modo di affrontarlo, di parlarci e di scambiare la maglia e anche qualche chiacchiera. Raccontaci quei momenti.

"Diciamo che quelli sono i sogni di quando sei piccolo e hai un idolo e si avverano, è una cosa veramente incredibile perché comunque a arrivare a giocare contro Cristiano Ronaldo e avere la fortuna di parlarci e di chiederli la maglia è stato bellissimo, la prima partita eravamo tutti e due in panchina e lui è entrato e ha fatto doppietta. A fine partita sono andato da lui e abbia iniziato a parlare, gli ho detto che per me lui è un'ispirazione per tutti i giocatori giovani e non solo, lui mi ha abbracciato, mi ha detto di continuare a coltivare il mio sogno e di lavorare duro per ottenere i miei sogni, è stata un'emozione veramente incredibile. Poi gli ho chiesto la maglia e lui mi ha detto che l'aveva promessa, al ritorno pensavo che si fosse dimenticato, invece quando ci siamo messi lì ad inizio partita è venuto ad abbracciarmi e mi ha ricordato della maglia, a fine primo tempo mi aspettava dentro il tunnel con la sua quindi è stato veramente un sogno incredibile".

Qui siamo in ritiro, come ti sembrano questi primi giorni, la fatica, il lavoro, raccontaci un po’ anche le emozioni di qui.

"Qui ci troviamo molto bene perché comunque si sta bene in montagna, stiamo facendo un bel lavoro e ci stiamo allenando bene, mi sto trovando bene anche con i ragazzi, ci stiamo allenando forte, è normale che in ritiro si debba far fatica per poi ritrovare il lavoro fatto durante l'anno".

In chiusura un messaggio per i tifosi dello Spezia.

"Hanno sofferto tanto l'anno scorso a non venire allo stadio, quest'anno spero veramente che riescano a venirci e a gioire insieme a noi".

Sezione: Interviste / Data: Mar 20 luglio 2021 alle 17:30
Autore: Gian Maria Tosi
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