Non è passata ancora una settimana da quando Gabriele Gravina è stato rieletto alla guida della Federcalcio con il 73,45% dei voti. Un risultato schiacciante, che ha confermato quanto di buono fatto in questi anni. Così, il neo-presidente, subito al lavoro, è stato raggiunto dai microfoni della trasmissione 'Campioni del Mondo' su Rai Radio2 per parlare del futuro del calcio italiano, e non solo. 

Lo Sport, in questi giorni, si è intrecciato con il nuovo governo Draghi, vista la decisione di non concedere un ministero dedicato: «Mi avrebbe fatto piacere un ministero con portafoglio - ha detto Gravina - avrebbe restituito dignità allo sport ma io vedo il lato positivo della scelta del premier Draghi che considera il mondo dello sport tanto importante da tenerlo per se, almeno per ora. Sono tranquillo, continueremo a lavorare in sintonia».

Per passare a temi più calcistici, l'Europeo è alle porte e le voci su un possibile cambio di sede continuano a susseguirsi: «Restano le indicazioni della Uefa, col campionato confermato come è stato ideato e progettato, noi stiamo andando avanti con i nostri lavori. Il 5 aprile avremo un incontro con tutte le federazioni e quella sarà la data decisiva. Non dipende da noi, ma dobbiamo lavorare con ottimismo. Dobbiamo prepararci almeno per l’Europeo ad avere un po’ di spettatori, che al momento non possono entrare negli stadi e ci mancano molto» - ha risposto un tranquillo Gravina. 

All'Europeo la Nazionale Italiana sarà guidata da Roberto Mancini. Sul rinnovo del ct per il Presidente rieletto è: «Abbastanza presto. Siamo sereni, troveremo un accordo nel più breve tempo possibile».

Sull'ipotesi di una Superlega, infine, Gravina è chiaro e deciso: «Non rispecchia il concetto del calcio per come noi lo intendiamo e valorizza invece la dimensione economica, penalizzando moltissimo quella dimensione di territorialità, di nazionalità che rende anche molto vivo il campionato».

Sezione: Interviste / Data: Lun 01 marzo 2021 alle 12:45
Autore: Daniele Izzo
Vedi letture
Print