Franco Ceravolo, ex dirigente di Spezia e Crotone, ha parlato a La Nazione delle due società che hanno fatto parte della sua vita calcistica e professionale, che sabato pomeriggio si affronteranno sul terreno del 'Picco' in un delicato scontro salvezza. 

«Sono legato ad entrambi i club. Il Crotone è una parte del mio cuore. Sentimenti forti, come quelli per la Juventus e per lo Spezia, dove facemmo qualcosa di straordinario, un miracolo sportivo, conquistando la Serie B dopo 55 anni ed ottenendo, l'anno successivo, la salvezza battendo la stessa Juve e il Verona. Promisi alla piazza che l'anno ancora successivo avremmo lottato per andare in Serie A, ma la società non mi diede garanzie in tal senso e mi dimisi. Sono rimasto affezionato alla tifoseria Aquilotta per calore e passione».

Sabato al 'Picco' proprio Spezia e Crotone saranno avversarie in quello che è a tutti gli effetti uno scontro decisivo per la corsa salvezza: «Sarà una partita difficile per i bianchi - dice Ceravolo - anche perché il Crotone gioca tranquillo e ha giocatori bravi come Simy e Messias. Le Aquile, però, hanno dimostrato di poter battere qualunque squadra»

Merito di tal considerazione per lo Spezia va soprattutto a Vincenzo Italiano. Quando a Ceravolo viene chiesto del suo futuro, risponde che: «Spezia è una realtà sana con un progetto e prospettive. Non è detto che un allenatore debba allenare per forza le prime squadre del campionato, bisogna considerare nelle scelte anche il club ideale per lui, dove possa esprimere le proprie potenzialità. E per Italiano, appunto, può essere lo Spezia».

Sezione: Interviste / Data: Gio 08 aprile 2021 alle 11:15
Autore: Daniele Izzo
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