A parlare ai canali ufficiali dello Spezia è l'ultimo spezzino ad essersi unito al gruppo per il ritiro, Matteo Figoli:

Com’è tornare ad allenarsi con i più grandi, tra l'altro adesso con lo Spezia in Serie A?

“Una grande emozione, si impara tanto perché il livello rispetto a tre anni fa si è alzato, ogni giorno c'è da imparare da questi campioni”.

C'è un ragazzo a cui ti ispiri di più della prima squadra, che ti ha impressionato vivendolo da vicino?

“Tutti i ragazzi nati a Spezia che vestono questa maglia sono per me fonte di di grande ispirazione, in un futuro vestire questa maglia nello stadio Alberto Picco sarebbe un sogno, parlo di Maggiore, Vignali, Bastoni, sono tutti giocatori che hanno fatto il settore giovanile e magari piano piano potrei fare il loro percorso”.

Sei stato lontano da Spezia, due stagioni in prestito in serie C, quanto è difficile il salto dal settore giovanile al calcio dei professionisti?

“I primi mesi del primo anno è molto diverso per l'impatto fisico, ma anche nello spogliatoio non è più come quando giochi tra i ragazzi dove ridi, scherzi, ti diverti e poi puoi lasciarti andare, qua tra i grandi ci vuole sempre concentrazione, impegno e si scherza veramente solo alla fine allenamento quando hai dato tutto”.

Ci racconti il Matteo Figoli in campo, le tue caratteristiche e qualche segreto. 

“Sono un centrocampista che può giocare sia da mezzala che davanti la difesa, dove preferisco giocare, sono un centrocampista di palleggio. Quando gioco da mezz'ala mi inserisco ma non riesco ancora a trovare facilmente la via del gol, devo migliorare ma grazie anche agli allenamenti che stiamo facendo in questo momento a causa del Covid stiamo calciando molto in porta”. 

Siamo qui in ritiro, seconda fase del ritiro a Ronzone, come stanno andando questi allenamenti dove si sta lavorando soprattutto sulla parte atletica perché gli allenamenti individuali non permettono contatti?

“Il ritiro a Prato allo Stelvio era partito molto bene, i primi tre o quattro giorni abbiamo lavorato con tanti possessi, tante partitelle, era molto divertente e andava tutto bene poi a causa del Covid abbiamo iniziato a fare lavori più fisici, senza palla e quindi è diventato un po’ più noioso, ma bisogna trarne il meglio e quindi anche i lavori fisici porteranno dei vantaggi”.

Matteo cosa dice ai più giovani Thiago Motta?

“Ci dice di giocare tranquilli e senza paura, di avere personalità e fare il meglio possibile”.

Thiago Motta lo avevi visto soltanto in campo da calciatore, che effetto fa ora trovarselo vicino a dare dei consigli come tuo allenatore?

“È emozionante perché è stato un campione, ha vinto il triplete, i consigli che può dare lui, soprattutto per un centrocampista come me, è di trarre beneficio da questa esperienza”.

Sei spezzino doc, che emozione si prova a rappresentare la squadra della propria città nella massima serie, anche solo negli allenamenti?

“È qualcosa di fantastico perché è la prima volta in Serie A per lo Spezia, soprattutto venendo da una famiglia come la mia che sono tutti dei grandi tifosi, a partire da mio fratello che quando era piccolino mi portava insieme a lui allo stadio, è veramente bellissimo e a casa i familiari sono tutti felici”.

Sezione: Interviste / Data: Dom 25 luglio 2021 alle 22:56
Autore: Gian Maria Tosi
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